domenica 9 settembre 2012

Ennesima tempesta di sabbia su Phoenix, in Arizona; come si originano questi fenomeni ?


Ennesima tempesta di sabbia su Phoenix, capitale dell’Arizona; ma come si originano questi fenomeni ?:

"Haboob" su Phoenix. Sullo sfondo, dietro il muro di sabbia, si possono notare le cumulogenesi che hanno prodotto il fenomeno
Lo scorso giovedì 6 Settembre la città di Phoenix, in Arizona, è stata colpita dall’ennesima tempesta di sabbia di questi ultimi mesi, dopo i precedenti eventi di Luglio. L’enorme nuvola gialla, arrivata dal deserto circostante, per pochi minuti ha coperto gli edifici e le abitazione, paralizzando il traffico nelle strade e bloccando ogni attività nel vicino aeroporto che è stato chiuso per poche ore, a causa della scarsa visibilità orizzontale, ridotta a pochi metri. Molti voli sono stati cancellati o dirottati su altri scali. Miglia di abitanti sono rimasti senza corrente elettrica. L’ultima tempesta di sabbia che ha colpito la capitale dello stato dell‘Arizona si era verificata lo scorso Luglio. 
Negli ultimi mesi Phoenix, e i suoi sobborghi limitrofi, sono stati investiti da tempeste di sabbia, denominati anche con il termine di origine araba “Haboob”, sempre più intense, accompagnate da raffiche di vento che hanno toccato picchi di 70-80 km/h. Il fenomeno delle tempeste di sabbia però non è cosi raro come si possa pensare. L’origine degli “Haboob” che periodicamente colpiscono i deserti più interni del sud-ovest degli USA è sempre la stessa. 
Quelli che si originano tra le zone desertiche degli stati della California, Arizona, Nevada, New Mexico e Texas occidentale, come quelli che investono l’entroterra desertico dell’Australia, in particolare la zona di Alice Springs, sono causati dalla formazione di intensi temporali, una o più “Cellule convettive”, o grandi “Multicelle” che tendono a collassare in pieno deserto, producendo intense precipitazioni. Negli USA sono frequenti le tempeste di polvere che interessano l’Arizona, in particolare l’area fra Phoenix e Yuma, e il Nevada, il New Mexico e l’ovest del Texas.



Durante la formazione e la maturazione di un forte temporale le forti correnti discendenti, legate ai “Downbursts” della “Cellula” o delle varie “Cellule temporalesche” che lo compongono, tendono a raggiungere la superficie desertica con forti raffiche che si diramano in tutte le direzioni in modo orizzontale, sollevando un imponente muro di sedimenti, in genere particelle di polvere e sabbia finissima, che precede la nube temporalesca collocandosi lungo la parte anteriore.

"Haboob" su Phoenix (immagine d'archivio di un precedente evento)

Questo muro di sabbia può estendersi oltre i 100 km (circa 62 miglia) e può essere largo diversi chilometri, anche più di 2-3 in altezza. Spesso, durante l’avanzata del muro della tempesta di polvere, le precipitazioni che lo seguono non arrivano direttamente al suolo visto che gran parte delle gocce d’acqua evaporano nell’aria calda e molto secca che precede l‘avanzata del sistema temporalesco (un fenomeno noto come virga). 
Alle volte invece, specie se in presenza di temporali piuttosto estesi e molto giovani, dentro il muro di polvere si possono nascondere forti rovesci di pioggia che producono le cosiddette “piogge di fango”, ossia precipitazioni di pioggia mista a polvere desertica, molto fastidiose se cadono su un centro abitato o su una città. Quando sta per manifestarsi un “Haboob” è consigliato di non uscire all’aperto e di trovare un rifugio sicuro in luoghi chiusi, visto che l’ingente quantitativo di polvere e pulviscolo in sospensione rende l’aria quasi del tutto irrespirabile. 
In questi casi i soggetti avvezzi a problemi respiratori sono i più vulnerati dal fenomeno. Come abbiamo già detto, l’area tra la città di Phoenix e Yuma, è maggiormente esposta alle tempeste di sabbia che si possono manifestare tra il pomeriggio e le ore serali, quando l’attività “termoconvettiva” (innescata da circolazioni cicloniche in quota colme di aria fredda) che si sviluppa nelle antistanti zone desertiche dell’Arizona tende ad arrestarsi, producendo delle “Cellule temporalesche” in fase di invecchiamento che attivano degli estesi “Downbursts” lungo i territori desertici. 
Nella maggior parte dei casi le tempeste di polvere sono accompagnate o precedute da brevi rovesci, scrosci di pioggia o temporali in graduale esaurimento. 
Ma non sempre gli “Haboob” danno luogo a precipitazioni, specie nei casi in cui il sistema temporalesco che l’ha prodotto tende a collassare in modo molto rapido.


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