domenica 30 settembre 2012

Buio cosmico



In questa ricerca due cose hanno attratto la mia curiosità: l’effetto scattering dell’atmosfera terrestre, e il paradosso di Olbers. Ovviamente queste due situazioni hanno scatenato una serie infinita di domande e considerazioni, la prima e non ultima è quanto poco io sappia del Sole, della Terra e di tutto quanto ci circonda. Sicuramente sono colpevole di aver avuto poca voglia di informarmi e conoscere, dall’altra parte, ho dovuto prendere atto di quanto sia difficoltoso informarsi pur avendone voglia. I termini e le formule chimico/fisici che ho incontrato, sono per lo più rivolte agli addetti al settore. La mia colpevolezza è stata quindi attutita dalla poca semplicità dell’argomento.
In questa situazione è facile inventare situazioni e spiegazioni, ed è altrettanto facile, imbastire storie surreali, da propinare alle masse sprovvedute, pigre ed incolte.
Non scriverò, quindi, delle leggende metropolitane, di cui milioni di persone si avvalgono per fare disinformazione, ma cercherò di spiegare quel pochissimo che ho dedotto, sperando che si possa aprire una discussione proficua.
Inizierò col Paradosso di Olbers. In rete si trova ben spiegato, ma sinceramente, non avendone mai sentito parlare, non lo conoscevo. Il paradosso di Olbers recita così: “Come è possibile che il cielo notturno sia buio nonostante l’infinità delle stelle presenti nell’universo?” ….e aggiungo: nonostante che il Sole sia così vicino e luminoso?
Certo, lo vediamo sorgere tutti i giorni ad illuminare le nostre giornate e a far in modo che la vita su questo pianeta sia possibile, ma ci facciamo poche domande. Il Sole è li per noi, come un genitore che accudisce il proprio figlio, è li dove deve essere e tanto ci basta o sarebbe preferibile dire ” mi basta”.
Purtroppo non appartengo alla categoria del figlio che si accontenta. Nella mia testa si sono da sempre scontrate maree infinite di domande, ma per presunzione, ho fatto in modo di cercare risposte morbide e semplici, oppure di non cercarle affatto in quanto mi andava bene così.
Nella mia immaginazione il Sole è sempre stato un “buco” di energia, così come la Luna. Sono andata avanti anni nel ripetere a chi, insieme a me, di notte osservava la Luna, che non la vedevo come una sfera, ma come un buco in una tela. Lo stesso valeva per il Sole, che, essendo di più difficile osservazione, è rimasto li, in attesa, di altre domande.
All’improvviso, osservando filmati dello spazio e foto tratte al di fuori della nostra atmosfera, ho visto qualcosa che non avevo mai osservato: il buio. “Dio mio” – mi sono detta – “ma là fuori è tutto buio? Come mai?”
Radiazioni cosmiche, micro onde, fotoni, atomi, temperature, masse…. un guazzabuglio di dati quasi incomprensibili, con una sola certezza: il buio. Buio fuori e buio dentro, vado in tilt. Ne parlo con gli Amici, ma evidentemente sono così confusa che riesco solo a creare altre legittime domande ed una diffusa preoccupazione: “è impazzita”.
Scusate questo inciso, ma è utile per giustificare che molto spesso ci si sente costretti ad abbandonare ricerche non comuni per i comuni mortali e questo mi crea un poco di sollievo per i sensi di colpa che mal giustificano la mia ignoranza.
Ritornando al paradosso di Olbers, mi accorgo che tale dilemma ha colpito menti più geniali (ci vuole poco) della mia. Olbers lo propose nel 1826, ma prima di lui Keplero nel 1610 ed ancora Bentley, Newton, Halley e Cheseaux nel XVIII secolo, insomma non proprio una novità.
Legato a questo paradosso c’è il calcolo secondo la costante di Hubble, che ipotizza l’età dell’Universo fra i 13 e i 16 miliardi di anni.
 Mettendo insieme i pezzi sparsi qua e la, il buio dell’universo mi inizia apparire logico, poiché la luce del sole che noi vediamo è dovuta all’impatto della radiazione con l’atmosfera terrestre che la trasforma in fotone e quindi visibile. Saltando tutte le spiegazioni fisico matematiche, noiosissime ed incomprensibili, la domanda è: ” Cosa hanno visto gli astronauti spediti nello spazio?”
Corpi bui oppure trasparenti, non visibili all’occhio umano? E quindi? Quindi perché non ce lo dicono? Perché si parla di energie visibili, quando in realtà non lo sono? Chi e perché vuole una simile confusione? Ogni risposta che trovo mi porta solo ed esclusivamente verso una inter dimensionalità, anzi verso mondi paralleli costituiti da grandi sfere in cui un universo, ed uno solo, nasce e muore.
Quello che noi vediamo, tramite la nostra atmosfera, è il prototipo della macchina del tempo, che ci permette di vedere quel che eravamo e quello che siamo. I pochi miliardi di anni del nostro Sistema solare (circa 4 miliardi e 600 milioni di anni) rispetto a quello dell’Universo (da 13 a 16 miliardi) per me, attestano che il Sistema Solare è la risultanza di radiazioni ben più antiche, giunte a noi dopo aver viaggiato, appunto, miliardi di anni luce.
Un viaggio a ritroso nel tempo, verso forme oramai sparite o che forse di sono trasformate in ciò che siamo ora. E’ solo un’ipotesi, ma mi piace e mi porta anche a spiegare, in qualche modo, l’origine dell’Universo e meglio ancora degli Universi paralleli.
 Non posso quindi non accennare a l’Effetto Scattering dell’atmosfera terrestre. Il Sole è una nana gialla (lasciamo perdere la tipologia) con una temperatura superficiale enorme di 5.777° K. Lo scattering è la diffusione ottica che si ottiene grazie alla collisione di particelle o onde che vengono deflesse.
Quindi un interazione elastica della radiazione solare che diventa luce impattandosi con l’atmosfera e tramutandosi in luce e che nulla ha a che vedere con la diffusione termica.
Quindi noi terrestri godiamo del calore di una radiazione e ne vediamo la sua luce grazie alla trasformazione messa in atto dalla nostra atmosfera, così come vediamo ciò che resta di una radiazione lontana, persa ormai da miliardi di anni e che identifichiamo con stelle, galassie, ammassi, super ammassi e tanto altro, ma in realtà, signori, la fuori c’è buio tanto buio e molte, moltissime radiazioni.
Un gigantesco globo che contiene tutto: passato, presente e futuro, di cui noi, comuni mortali, possiamo solo cogliere un passato recente, null’altro.

FONTE

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